Mole Antonelliana

Mole Antonelliana

La caratteristica guglia della Mole Antonelliana costituisce il punto focale (eccentrico) del profilo del capoluogo piemontese, con vista mozzafiato su Torino e sulle montagne in lontananza

È anche sede del Museo del Cinema, uno dei più interessanti da visitare in Italia. Nel 1848 Carlo Alberto, il re riformatore, promulgò un editto che garantiva la libertà di religione entro i domini dei Savoia. Così, nel 1862, i notabili della comunità ebraica di Torino commissionarono all'architetto Alessandro Antonelli la costruzione di una sinagoga. Antonelli propose un edificio estremamente alto, poiché il sito era molto piccolo, vicino al Po nella zona est della città. Non solo alto, ma anche troppo costoso, come fu presto chiaro; dopo sei anni di lavoro i fondi terminarono, e la costruzione fu sospesa. Dieci anni dopo, Antonelli presentò una petizione al sindaco di Torino per avere del denaro, e riuscì a persuaderlo che la sua opera architettonica sarebbe stata di vantaggio alla città. I notabile ebrei, non senza qualche esitazione, furono d'accordo, e la Mole Antonelliana diventò così, con i suoi 167,5 metri l'edificio in mattoni e metallo più alto d'Italia e per molto tempo, d'Europa. Tuttavia, la Mole Antonelliana fu in un certo senso una cattedrale nel deserto; la cittadinanza non la sentiva come sua, e per gran parte del '900 fu poco utilizzata. Una volta ospitava il Museo del Risorgimento, il quale fu trasferito a Palazzo Carignano a inizi dei '60. Negli anni '90 la Mole è stata utilizzata principalmente come "balcone sulla città" grazie all' ascensore, oltre che per mostre estemporanee. Solo di recente, dopo importanti restauri, ha trovato il suo ruolo definitivo come sede del Museo Nazionale del Cinema. Il primo ascensore si trovava all'esterno della Mole, lì presente sin dal 1964. Quando la Mole venne ripensata come sede permanente di quest'ultimo museo, fu cambiato per l'attuale ascensore panoramico interno, fornito da pareti laterali trasparenti in cristallo di sicurezza e sollevato mediante 4 funi in acciaio che scorrono su delle guide, che in questo modo garantiscono l'assenza di oscillazioni durante la risalita. Non perdetevi l'ascesa fino in cima alla guglia, non solo per lo splendido panorama, ma anche per la straordinaria, vertiginosa sensazione di salire in un ascensore di vetro fino in vetta alla gran Mole Antonelliana.