Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea

Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea

Torino è sempre stata un alfiere nel campo dell'arte contemporanea: la prima galleria d'arte moderna in Italia aprì nel capoluogo piemontese nel 1863; anche i compassati Savoia erano appassionati collezionisti di pittori del XIX secolo.

Oggi la città ha molte gallerie d'arte contemporanea pubbliche e private, insieme ad un nutrito programma di mostre correlate. La principale galleria d'arte moderna a Torino è la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, o GAM, su Via Magenta 31. Situata a sud-ovest del centro, vicina alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, con più di 20.000 opere vanta la raccolta più importante d'Italia. Fu fondata tra gli anni 1891-1895. La raccolta per una collezione di Arte Moderna da parte del capoluogo piemontesi, cominciò sin dalla fondazione del Museo Civico nel 1836. Queste opere si trovavano  in un edificio presso l'attuale Mole Antonelliana. Successivamente, dagli anni 1895 al 1942, la collezione fu esposta in un edificio sito in Corso Siccardi (l'attuale Corso Galileo Ferraris) che però venne distrutto durante i bombardamenti della seconda Guerra Mondiale. Così, nello stesso luogo, comiciò la costruzione di un nuovo edificio, progettato da Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, che fu inaugurato nel 1959, e subito dopo si utilizarono due piani di questa nuova costruzione per la collezione di Arte Moderna. Durante gli anni '80 questo palazzo però venne chiuso e riaperto soltanto dopo una gran quantità di restauri nell'anno 1999. Oggi, la collezione di Arte Moderna presso la GAM comprende oltre 45.000 opere di artisti locali e italiani, e grandi nomi stranieri quali Klee, Chagall, Warhol, Picasso, Ernst. Tra gli artisti piemontesi, ammirerete le opere dei pittori del XIX secolo Carlo Bossoli e Massimo d'Azeglio, e quelle del Gruppo dei Sei (Chessa, Paulucci, Garante, Menzio, Boswell e Levi), attivo nella città negli anni Venti. Ci sono sia dipinti come sculture, installazioni, fotografie, rassegne, e perfino una vasta videoteca. Recentemente, nel 2009, la collezione è stata riorganizzata; le opere esposte non seguono più un'ordine cronologica ma una trama logica di “Veduta, Genere, Infanzia e Specularità”. In più, vi sono dei laboratori didattici, una sala conferenze, una biblioteca, un archivio fotografico, una libreria a tema ed una caffetteria.